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“Se il centrodestra non si fida di se stesso, gli aretini possono fidarsi del centrodestra”?

Dichiarazione del capogruppo consiliare Pd, Luciano Ralli

“La politica è una scienza difficile. Si sottolineano la concretezza, le cose fatte, le risorse. Ma ci sono anche altri elementi centrali e tra questi la fiducia. Quella tra politici e quella tra i politici e i cittadini. In pochi giorni, con dichiarazioni incrociate e a distanza, si è potuto vedere quale concetto di fiducia c’è nel centrodestra aretino. La vicenda è quella della Multiservizi connessa alle prossima scadenza elettorale.

Il sindaco Ghinelli liquida così l’ex amministratore Coingas, Staderini: ‘è una persona che ha dei problemi. Sono rimasto sorpreso di quello che è accaduto perché con Sergio i rapporti erano davvero buoni’.

Replica di Staderini: ‘meno male che eravamo in rapporti di stima, fiducia e amicizia, io dal 3 luglio scorso non l’ho più sentito. Dal giorno della perquisizione della Digos nella mia abitazione, nonostante lo avessi cercato più volte, non mi ha più risposto al telefono, né si è degnato di rispondere alle tante cose importanti sulle quali lo avevo dettagliatamente relazionato’.

E qualora il concetto non fosse chiaro: ‘Ghinelli è in difficoltà e adesso per restare ancorato alla sua poltrona sta cercando di scaricare infamia su di me e le responsabilità di certe scelte sui suoi alleati politici. Un vero uomo, un sindaco credibile, dovrebbe comportarsi in maniera corretta e dignitosa, non scendere a certe bassezze’.

Controreplica di Ghinelli: darà mandato ai suoi legali di rispondere a Staderini.

Dinanzi a questo dialogo a distanza e alle decisione di Ghinelli di ricandidarsi ecco la dichiarazione dei coordinatori regionali del centrodestra Mugnai, Belotti e Torselli: ‘vista la dichiarata volontà del sindaco Ghinelli di candidarsi per un secondo mandato come primo cittadino di Arezzo ci troviamo concordi nel riaffermare il  principio garantista che è un tratto qualificante dell’identità valoriale del centrodestra’. È una dichiarazione glaciale, al limite di un’ostilità che per opportunità non può essere affermata.

A completare il quadro, quasi a illuminarlo, ecco la valutazione storica di Maurizio Bianconi, uomo politico con il quale è difficile essere d’accordo ma al quale è impossibile disconoscere chiarezza e capacità di analisi: ‘le nuove conoscenze sui fatti aretini dipingono a sufficienza quel sottomondo che vidi 20 anni fa offuscare la mia gioia di aver contribuito a togliere il Comune alle sinistre’.

Questo è il centrodestra aretino. Basta ascoltarlo. Si intravede un clima torbido di sospetti, tradimenti, voltafaccia veri o presunti, amnesie interessate. Superfluo interpretarlo. Tutto sommato roba da archiviare alla svelta, inquietante sia per chi si oppone al centrodestra sia, ancora peggio, per chi si trova costretto a sostenerlo. Di certo disonorevole per la mia città. Se i dirigenti del centrodestra non si fidano l’uno dell’altro, possono gli aretini fidarsi di loro?”

 

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