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Case popolari: l’assessore Tiziana Nisini risponde alla lettera del Sunia

“Nessuna negligenza da parte del Comune, anzi un’attenzione mai riservata prima”. Ghinelli: “con questa amministrazione ripristinato il rispetto delle regole”

“Parlano di mancato coinvolgimento ma mai com’era successo prima i rappresentanti sindacali sono sempre stati invitati all’assemblea del Lode, l'assemblea di tutti i Comuni della provincia dove si prendono decisioni per edilizia residenziale pubblica, e i loro contributi inseriti all’ordine del giorno. Non solo, sono stati parte attiva nelle decisioni riguardanti gli interventi di bonifica dell’amianto e sistemazione dei tetti delle abitazioni in via Malpighi, per i quali il Comune aveva messo a bilancio 400mila euro, dato che Arezzo Casa, sotto la presidenza di Gilberto Dindalini, continuava a rinviare di anno in anno la soluzione dell’annoso problema”.

L’assessore alle politiche abitative del Comune di Arezzo, Tiziana Nisini, risponde con decisione alla lettera aperta che il Sunia ha inviato ai sindaci della provincia di Arezzo, agli assessori competenti e ad Arezzo Casa, denunciando presunte mancanze nella gestione dell’edilizia popolare. “Pretestuoso sostenere che il Comune di Arezzo non abbia fatto niente per rendere più equa l’assegnazione degli alloggi. Siamo andati oltre la legge regionale che prevede controlli a campione, mettendo in atto controlli a tappeto e attivando la mail fuoriifurbi@comune.arezzo.it che ha consentito di creare un contatto diretto con i cittadini che lamentavano situazioni anomale e non verificate. Sono quindi stati liberati alloggi assegnati poi a persone che ne avevano reale necessità. Ricordo inoltre che il Comune ha predisposto un bando innovativo per le case popolari grazie al quale famiglie aretine hanno potuto, finalmente e dopo anni, ottenere l’alloggio. Tra i criteri adottati nel bando, quello della certificazione dello stato immobiliare all’estero, è stato un esempio per altri Comuni e anche amministrazioni regionali. Attribuire poi al Comune un atteggiamento negligente appare come un’offesa per tutti quei dipendenti dell’ufficio casa e della polizia municipale che hanno lavorato in modo assiduo e capillare, rimettendo nelle disponibilità dell’amministrazione tanti alloggi. Bene ricordare che il lavoro puntuale dell’ufficio politiche abitative e dell’ufficio politiche sociali ha portato al recupero di tante morosità. Sono sorpresa e amareggiata che a condividere e avallare tali affermazioni sia un ex dipendente comunale, Fabio Buricchi, referente Sunia. Voglio anche sottolineare che in seguito a numerosi incontri con me, il sindaco Ghinelli e il presidente di Arezzo Casa, stiamo lavorando per sbloccare cantieri che sono fermi da mesi e che, riguardo le ristrutturazioni, è in vigore un contratto di servizio che le regola. Eppure il Sunia dovrebbe conoscere bene la materia e il contenuto della lettera ha il sapore di un attacco politico da campagna elettorale. Non a caso il sindacato rivolge un elogio sospetto all’assessore Ceccarelli per il contributo stanziato dalla Regione all’edilizia residenziale pubblica. Ricordo che questo contributo per il Comune di Arezzo ammonta ad appena 170mila euro, cifra che ha consentito il recupero di una decina di alloggi in tutta la provincia, il cui patrimonio immobiliare è di circa 3mila unità. Il libro dei sogni del sindacato è il desiderio di tutti, ma la realtà delle cose suggerisce di tenere i piedi per terra e non alimentare false illusioni per tutti quei cittadini che vivono sulla propria pelle l’emergenza abitativa”.

Sull’argomento interviene anche il sindaco Alessandro Ghinelli: “la gestione dell’edilizia residenziale pubblica, tema tra i più sensibili per le amministrazioni locali perché impatta direttamente sulla qualità della vita dei cittadini, è stata riportata al centro delle nostre scelte e strategie, dopo anni in cui il rispetto delle regole era stato sottovalutato”. ​

 

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